Battling the policy on research funding of the Berlusconi government March 27, 2006
Posted by dorigo in internet, news, physics, politics, science.trackback
Here is the text of the italian Osservatorio sulla Ricerca about a manifestation to be held on March 30th. I will translate into English as soon as I can, for now it is in Italian.
COMUNICATO STAMPA: "Chiacchiere e distintivi" nella ricerca italiana, la
comunità scientifica manifesta per un cambiamento serio dopo anni bui e
difficili (gli scienziati italiani per l¹ITALIA DELLA CONOSCENZA)
E¹ al corrente l¹opinione pubblica che negli ultimi 5 anni il finanziamento
agli enti di ricerca si è ridotto di una frazione spropositata: oltre il
20%?
E¹ al corrente che nello stesso periodo un blocco di 4 (QUATTRO!!) anni
nelle assunzioni in questi enti ha sbarrato le porte ai giovani? Sa che
nessuno tra i presidenti (di nomina politica) ha mai posto su quest¹ultimo
punto alcuna obiezione ufficiale ai ministri competenti?
Sa l¹opinione pubblica che le riforme del CNR (Consiglio Nazionale delle
Ricerche) o dell¹INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) hanno disegnato
articolazioni organizzative, gerarchiche e accentratrici, somiglianti più
a caserme militari che a moderne aziende (ovviamente, entrambi modelli
inadeguati per la ricerca)?
L¹opinione pubblica non sa tutto questo perché in questi anni abbiamo
assistito a pubbliche dichiarazioni e a lunghe interviste del ministro
Moratti e dei presidenti degli enti da lei nominati in cui si esaltavano le
nuove sorti della ricerca italiana. Il presidente del CNR mentre
distribuisce fondi ordinari del tutto insufficienti agli istituti di
ricerca, va alla radio o in tv a magnificare le mirabolanti novità del nuovo
CNR. Chiacchiere, molte chiacchiere per l¹appunto.
Ma contemporaneamente i distintivi dei presidenti-commissari entrano in
azione e implementano lo spoil system, destrutturano la rete di ricerca,
aumentano la burocrazia, sostituiscono progetti con ³commesse², accentrano
funzioni e poteri, cartolarizzano le proprietà con fatica acquisite nel
tempo.
La comunità scientifica che in questo Paese ha sempre lavorato in situazioni
difficili ha assistito incredula allo show di questi anni e oggi proprio non
ne può più (abbiamo anche provato non solo noi come Osservatorio, ma in
tanti soggetti, comitati spontanei, associazioni e sindacati- ad aprire un
dialogo e ad affermare principi ma, nonostante l¹accordo della base, senza
alcun reale risultato).
Di fronte all¹improvvisa accelerazione di trasformazioni (in particolare nel
CNR) per mettere al sicuro un po¹ di nomine e una devastante
ristrutturazione della rete di ricerca (basata non su valutazioni di
produttività scientifica che pure è di indubbio rilievo e anzi
d¹eccellenza viste le risorse umane ed economiche- ma su valori
tecno-burocratici) questa comunità ha deciso di scendere in piazza e di
dichiarare la propria contrarietà a questo metodo di chiacchiere e
distintivo.
Si potrà dire che a pochi giorni dalle elezioni politiche, questo atto
potrebbe essere interpretato come un atto politico, una scelta di campo
strumentale. E¹ proprio quanto la comunità scientifica intende fare!
Se il nostro lavoro non è stato sufficiente, se la credibilità di una
comunità vessata e pur tuttavia produttiva non riesce a contare, useremo
come strumento la piazza. La piazza per esprimere con serietà, dignità ma
anche determinazione il nostro punto di vista, negato in questi anni di
lunghe interviste ai presidenti-commissari-sceriffi del ³tutto va meglio².
Un atto politico. E anche una scelta di campo definitiva: a favore della
ricerca!
Parlare chiaro e forte alla politica per respingere metodi e procedure che
nulla hanno a che fare con il governo della ricerca e della scienza.
Dichiarare a chi governerà dopo il 10 di aprile che la ricerca deve essere
messa nelle condizioni di esprimere le sue enormi potenzialità rispettando
alcuni principi essenziali come l¹autonomia scientifica, un finanziamento
adeguato, l¹integrazione delle giovani generazioni. E che chiunque vinca
bisognerà affermare immediatamente e senza cedimenti questo cambio di
strategia: via tutti gli sceriffi e meno chiacchiere!
Il contrario delle chiacchiere significa tenere nel giusto conto i rapporti
tra ricerca e cittadini: diffondere seriamente cultura scientifica, rendere
trasparenti i bilanci degli enti e le ricerche condotte. E soprattutto non
raccontare il contrario di quanto si fa realmente.
La comunità scientifica ha il dovere di contribuire all¹Italia della
conoscenza. Anche per questo manifesterà il prossimo
30 marzo a Roma sotto il CNR di piazzale Aldo Moro alle 10.30.
Da tutta Italia si stanno organizzando ricercatori, scienziati, operatori di
ricerca per essere presenti a questa iniziativa.
Osservatorio sulla Ricerca (www.osservatorio-ricerca.it)
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